DIO NON CI VUOLE EROI MA AMANTI!
“Erano circa le quattro del pomeriggio…”(Gv 1,39) quando i primi discepoli incontrarono Gesù e si fermarono presso di Lui. Ogni storia d’amore inizia con un incontro, un incontro che ha il sapore del miracolo, perché sembra casuale e invece scopri che è pensato dall’eternità, un incontro che nasce nell’ordinario ma si apre a cose straordinarie, un incontro che è fatto di silenzi, stupore ed entusiasmo. Anch’io ricordo le ore assolate e deserte dei primi incontri; sento ancora il fruscio dei pini accarezzati dal vento e il canto instancabile delle cicale. Ricordo soprattutto l’attesa del mio cuore trepidante, attesa che somigliava tanto alla ricerca affannata della sposa del Cantico, un attesa che è già un possedere, perché chi attende l’amato vive ogni attimo in sua compagnia. Anche nella mia breve vita erano le 4 del pomeriggio, quando l’Atteso, puntuale, arrivava. Finalmente il mio cuore e la mia carne “avevano trovato il Messia” (Gv 1,41). Avevo scoperto un amore profondo e tenerissimo, un amore forte come la morte, fedele come il sole che sorge ogni mattino, un amore che continuamente mi attirava nel vortice della solitudine, un amore geloso come il fuoco che fonde tutto in sé, un amore che sorpassava e riempiva ogni affetto umano lasciando una scia di pace e di gioia. Dinanzi a questo ineffabile amore la mia vita si lacerava. Come poteva una creatura ricambiare l’amore del suo Creatore? Come poteva il mio viso infangato dal peccato attirare il Suo sguardo puro e innocente? Allora il Signore ebbe pietà di me e con grande misericordia, mi rigenerò alla grazia, curò profonde ferite, incise nella mia anima parole che mai più avrei dimenticato, parole di perdono, consolazione, parole di un cuore pacificato che sa portare pace, parole di liberazione e di vita vera: “DIO NON CI VUOLE EROI MA AMANTI” E’ questa la grande certezza che mi porto dentro. Il Signore mi chiedeva di andare al di là del mio peccato e di fare della mia vita un dono! E’ il massimo mistero dell’amore di Dio, quell’amore gratuito, fedele, inesauribile, che risana e riesce a far risorgere da morte, amore che restituisce dignità e rompe la barriera della colpa, amore che dove guarda vede solo bellezza e dove passa produce nuova vita. Solo chi si sente profondamente perdonato è capace di un amore grande. E’ lo stesso Signore che ce lo dice: “Quello a cui si perdona poco ama poco” (Lc 7,47), da cui segue che “quello a cui si perdona molto ama molto”. E così eccomi qui tra le Sorelle Francescane della Carità, per servire e amare i più poveri, in semplicità e letizia.